{"id":1229,"date":"2020-07-17T00:04:41","date_gmt":"2020-07-16T23:04:41","guid":{"rendered":"https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/?p=1229"},"modified":"2024-07-25T12:24:13","modified_gmt":"2024-07-25T11:24:13","slug":"la-capretta-di-stromboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/index.php\/2020\/07\/17\/la-capretta-di-stromboli\/","title":{"rendered":"La capretta di Stromboli"},"content":{"rendered":"\n<p>Stromboli, 17.07.2020.<\/p>\n\n\n\n<p>Preso possesso insieme ad M. di una graziosa casetta bianca con le porte viola, ci dirigemmo a piedi verso una delle tipiche spiagge di sabbia nera dell&#8217;isola. &#8220;Spiaggia Lunga&#8221; per l&#8217;esattezza, anche se la lunghezza \u00e8 proporzionata alle dimensioni dell&#8217;isola, per cui di fatti \u00e8 una spiaggetta. <\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo il nostro arrivo l&#8217;attenzione del gruppo di umani spiaggiati viene monopolizzata da un piccolo gregge di capre. <\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente abbarbicate su di un costone roccioso appena sopra la battigia, le carpette vengono di colpo messe in fuga dall&#8217;arrivo di un cane e dal suo abbaiare insistente. Seguono, da parte delle agili capre, varie evoluzioni acrobatiche, che da un sentiero appena battuto le portano a disperdersi  tra le rocce nere a strapiombo sul mare. Il cane \u00e8 confuso e forse umiliato per l&#8217;ingenuit\u00e0 del suo attacco, maldestro e nemmeno troppo convinto. Tutte le capre, belanti prendono in fretta la via di fuga, anche se forse non era nemmeno cos\u00ec necessaria. Probabilmente il cane voleva soltanto giocare, a modo suo, ma chi pu\u00f2 dirlo?<\/p>\n\n\n\n<p>In breve le capre sono in salvo, trotterellano su un sentiero pi\u00f9 in alto sul costone del vulcano, a distanza di sicurezza, lontane dal cane. Tutte, tranne una. <\/p>\n\n\n\n<p>Una capretta, molto pi\u00f9 piccola del cane, invece di saltare sui massi e imboccare con le altre la via di fuga, si \u00e8 tuffata in mare. Chiss\u00e0 come mai, forse confusa, forse pi\u00f9 impaurita delle altre perch\u00e9 piccola. E&#8217; isolata, in acqua, e non solo: \u00e8 proprio con lei che il cane se la sta prendendo. La preda rimasta isolata dal resto del branco: la preda ideale, come insegnano i documentari su leoni e gazzelle, o su ghepardi e gnu. <\/p>\n\n\n\n<p>Il cane, ora pi\u00f9 vicino e riconoscibile, \u00e8 un cane ben poco selvatico. Un bracco da caccia a pelo corto, con il manto marrone scuro pulito e brillante, collare e targhetta di riconoscimento.  Ma malgrado le sue origini domestiche, il cane continua ad abbaiare in direzione della capretta finita in acqua. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima curiosit\u00e0 degli umani presenti sulla spiaggia immagino sia stata in merito alle capacit\u00e0 natatorie delle capre. Sembrava che tutti si stessero domandando la stessa cosa, con un certo grado di apprensione. Le capre sanno nuotare?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, o almeno, quel piccolo esemplare s\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva nuotare, e in breve si stava allontanando dalla riva, verso il mare aperto. Anche il cane presumibilmente era in grado di nuotare &#8211; a cane ovviamente &#8211; ma non sembrava interessato a tuffarsi all&#8217;inseguimento. Rimaneva sugli scogli ad abbaiare, scodinzolando. <\/p>\n\n\n\n<p>Sulla spiaggia, tra gli umani spettatori e spettatrici di quella scena bucolica, sembr\u00f2 insinuarsi una nuova preoccupazione. Si sentiva serpeggiare una domanda: la capretta sar\u00e0 in grado di tornare a riva e di ricongiungersi con il suo gregge?<\/p>\n\n\n\n<p>Stavolta la risposta pareva essere pi\u00f9 incerta, ed impaurita dall&#8217;insistente abbaiare del cane, la capretta guadagnava sempre di pi\u00f9 il largo&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli umani sorse cos\u00ec il dubbio che la capretta avesse bisogno di essere salvata da qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi si sarebbe lanciato in mare per salvare la capretta?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Presto detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un atletico umano sulla quarantina, il capello biondo, lungo e arruffato dal sale, la pelle bruciata dal sole, lo slip aderente, guadagna la scena. Facendosi largo tra l&#8217;apprensione generale, si tuffa, platealmente. <\/p>\n\n\n\n<p>Va incontro alla capretta incedendo a stile &#8220;delfino&#8221;, macinando metri d&#8217;acqua con ampie e teatrali bracciate. <\/p>\n\n\n\n<p>Il virile salvatore di caprette ha un nome: Gianni. <\/p>\n\n\n\n<p>Da pi\u00f9 parti sulla spiaggia si levano cori di apprezzamento per l&#8217;eroico gesto, peraltro eseguito con impeccabile maestria ginnica. Malgrado i suoi sforzi per\u00f2, Gianni non riesce a raggiungere la capretta. Troppo distante e molto veloce malgrado le piccole dimensioni. <\/p>\n\n\n\n<p>E in breve la capretta cambia rotta, e punta una riva distante ed inaccessibile. Semina Gianni e approda sulla terraferma. Spicca leggiadra qualche salto sugli scogli lavici e imbocca il sentiero in direzione delle sue compagne di gregge. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo il cane ha completamente perso interesse nei confronti della potenziale preda, e se ne torna trotterellando dai suoi padroni. Anche il pubblico umano ha perso progressivamente interesse nei confronti del destino della capretta. <\/p>\n\n\n\n<p>Gianni riemerge dall&#8217;acqua senza applausi. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutti tornarono verso i loro asciugamani, riprendendo conversazioni, telefonini, letture o partite a scopa. <\/p>\n\n\n\n<p>Io &#8211; come qualcun altro &#8211; optai per un bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Acqua limpidissima, temperatura perfetta, fondali meravigliosi, pesci multicolori e meduse. Tantissime meduse. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questo il tutto \u00e8 comunque dannatamente bello e suggestivo, in particolare per un dettaglio. Il colore del fondale: nero, come le colate di lava sputate dal vulcano. Questo colore scuro era in grado di creare un incredibile contrasto cromatico con i toni blu dell&#8217;acqua e con le vivaci e splendenti livree della fauna sottomarina.&nbsp;Sembrava di essere immersi in un acquario.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando riemersi, sulla spiaggia il vociare era tornato ad essere una frequenza mischiata al respiro del mare. <\/p>\n\n\n\n<p>Di tanto in tanto emergeva lo scampanellio dolce di un pendaglio sonoro appeso ad una trave in legno in uno dei terrazzini delle casette bianche che davano sulla baia. Il vento ne muoveva delicatamente le cannule metalliche e il tintinnio riverberava tutto intorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto era tornato a scorrere placidamente, mentre il sole si tuffava in acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte sognai il pastore delle caprette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Stromboli-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1231\" srcset=\"https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Stromboli-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Stromboli-300x225.jpg 300w, https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Stromboli-768x576.jpg 768w, https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Stromboli-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/giuseppepetruzzellis.com\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Stromboli-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">bty<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preso possesso insieme ad M. di una graziosa casetta bianca con le porte viola, ci dirigemmo a piedi verso una delle tipiche spiagge di sabbia nera dell&#8217;isola. 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